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UNA PECORA NAERA

Lovin' Pukkè
Photo 1 of 41
October 11

TRASFERIMENTO

Con mio sommo dolore, ma anche no, visto i problemi tecnici che questo space sta causando,
mi trasferisco ufficialmente su Splinder.
Continuerò a tornare qui di tanto in tanto, controllare i commenti e utilizzerò comunque lo space per le foto. Ma nulla di più. Per cui, venite a trovarmi di là come facevate qui, non mi abbandonerete mica, eh!  :D
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October 09

Sfiga o poltergeist?

Adesso... ditemi che gli oggetti, ben fermi sulla loro mensolina da anni e anni e anni, e fra l'altro messi bene a posto come sempre dopo le pulizie, hanno iniziato a rivoltarmisi contro da quando abbiamo deciso di vendere casa... Che la Casa di Prezzemolo a Gardaland in confronto è una pippa...
Ditemi che improvvisamente è diminuito il coefficiente di attrito superficiale sulle superfici piane di casa mia...
Ditemi che sono impazzita e mi sono data una tranvata in testa da sola e il meccanismo della rimozione (maledetto Freud) ha fatto il resto...
Ma spiegatemi, vi prego, come minchia si fa a prendere una tegola da due chili e mezzo in testa mentre si dorme beatamente sul divano di casa.
Ecco. L'ho detto. Ora prendetemi pure gioiosamente per il culo. Tanto non siete mica i primi, eh. Che credevate?
Ero sopravvissuta ad un meraviglioso ventisettesimo compleanno, (n.d.r.: il 4 di ottobre) passato in compagnia di mamma, Anna, Eleonora e una spettacolare torta nocciola e cioccolato con tanta panna, mancava solo Gio... L'unica nota negativa della giornata. Il mattino dopo mi ero svegliata tranquilla, di buon'ora, perchè aspettavo il corriere con il regalo del mio fidanzato e ulteriori regali di mamma (tutti i libri di Benni che mi mancavano... sbav, sbav, sbav! Mentre il regalo di Gio è ancora un mistero.), quando, verso le dieci del mattino, ha vinto il sonno e mi sono abbioccata sul divano.
Venti minuti dopo, CRASH!
Una mazzata bestiale, mi sono messa dritta a sedere svegliandomi improvvisamente senza capire cosa stesse succedendo. Un trauma, una paura pazzesca.
La maledetta (una tegola ornamentale da più di due chili, con tanto di applicazione di foglie e pesche a tutto tondo in terracotta) capitombolava ancora sul pavimento. Le schegge sono arrivate dall'altra parte della stanza.
Mamma avrebbe esclamato: "Sono arrivati i fascisti!" da brava sessantottina.
Io, giuro, mi sono guardata intorno pensando: "Oddio, è entrato qualcuno in casa ed ha cercato di tramortirmi."
Quando ho iniziato a capire, ma ancora incredula, ho sentito un dolore che progressivamente mi impediva ogni pensiero, tanto stava diventando forte. Ho portato la mano alla testa. SANGUE! Ma porc...!
Corro in bagno, ringazio di aver fatto la soccorritrice in Croce Bianca per due anni a Milano, stringo la ferita fra le dita, poi come una trottola schizzo in cucina a riempire un sacchetto di ghiaccio e chiamo mia madre. Che, contrariamente alle mie indicazioni, si precipita a casa da lavoro, e mi trova in lacrime, accucciata su una sedia e con il ghiaccio che mi stava mandando in ibernazione il lobo sinistro del cervello. Non so se avete mai provato questa meravigliosa sensazione di rincoglionimento. Non so se era peggio la botta o il gelo.
E pensare che non avevo pianto nemmeno quando mi sono fracassata il ginocchio.
Che renda l'idea o meno, non riuscivo a parlare. Pronto soccorso? Ma nemmeno per idea. Mi avrebbero sottoposto ancora ad una bella dose di radiazioni, poi ci manca che prendo in bocca una lampadina e quella si accende, come lo zio Fester Addams. No, no, grazie. Ne ho già prese abbastanza, quest'anno. O,  vista la competenza dei medici locali, mi avrebbero rimandata a casa col ghiaccio. E quello, lo sapevo fare anche io.
Beh, risultato: sono state tre le notti passate in bianco con i dolori, e innumerevoli le prese per il culo.
Ma mica è colpa mia se gli oggetti hanno iniziato ad avere una vita propria. Perchè non siamo riusciti a capire come diavolo abbia fatto la tegola a lasciare il suo posticino. Ho fatto anche delle prove. Niente. Non si spiega.
Fatto sta che su quel divano col cacchio che ci dormo più!
E nemmeno con la testa dalla parte opposta, che lì sulla mensola c'è il lume a petrolio, metallo e vetro massicci. Si sa mai.
(Sotto, due degli episodi della saga, nata di recente. In fondo alla pagina invece, le foto del luogo dell'incidente, della Maledetta e il risultato della vicenda...) 
 
 
September 29

La fine di Banshee

 
- Chi c'è?
La luce fioca dell'insegna dell'albergo illumina la stanza, quel tanto che basta da lasciarmi intravedere una sagoma, accanto alla porta che si richiude. Per poco non muoio di paura ma, in fondo, lo sapevo.
- Ti aspettavo... - bisbigliai.
Non esisteva null'altro: quella figura cupa, il mio breve sussurro, quasi un refolo di vento fra le lenzuola, e il cuore che sussultava in petto, ormai segnava i secondi che mi restavano.
Ta-tunf. Ta-tunf. Ta-tunf. Ta-tunf. Ta-tunf.
- Non avresti dovuto. Perchè non ti sei fatta da parte come ti avevo chiesto? Mi fidavo di te.
- Ed io di te.
- Dov'è il cd?
- Non importa adesso.
- Ridammelo.
Una folata di vento gelido. Ma le imposte erano chiuse. La sua voce, come una lama affilata.
Per un attimo i miei pensieri fanno un rapido salto, a pochi giorni prima, quando rinchiusa nella mia prigione, decisi che era il momento di sapere. La hall era deserta, e infilai il cd nel lettore del pc. E allora capii. Ma non avrebbero vinto.
- Mai. Trovalo, se sei capace.
Ta-tunf. Ta-tunf. Ta-tunf.
- Lui avrebbe voluto che ti proteggessi. Ma non mi lasci scelta.
- Dimmi almeno la verità, so bene che non potrò raccontarla a nessuno.
- Dammi il cd.
Ta-tunf. Ta-tunf. Ta-tunf.
Maledetto ostinato. Maledetto. Non te lo darò mai. Non adesso che so che...
- Te lo avevo detto. Non uscire, non parlare con nessuno.
Chi gli ha detto della telefonata? O mi hanno vista girovagare vicino al palazzo. Non posso più fidarmi di nessuno, nessuno! Se solo mio padre...
- Tuo padre. - dice, quasi mi avesse letto nel pensiero. Ma chi sei tu? Maledetto, maledetto stregone.
-Tuo padre... Per tutti questi anni ha vegliato su di te. Non dovevi sapere. Non dovevi sapere quello che c'è nelle cantine del palazzo. Ma ormai per lui è troppo tardi.
Povero sciocco, se solo sapessi... Ma non puoi immaginare.
Rumori fuori dalla porta. Passi, per le scale, nel corridoio.
- Stanno arrivando!
Ta-tunf. Ta-tunf. Ta-tunf. Ta-tunf. Ta-tunf. Ta-tunf.
-Chi, chi sta arrivando? Chi sei tu?
Ta-tunf. Ta-tunf. Ta-tunf.
Poi tutto è successo in fretta. Ombre, ombre su di me, e Brian o come diavolo si chiama.
Una figura accanto a lui. No, non può essere...
Il riflesso metallico di un silenziatore. Pof. Quasi uno sbuffo.
Caldo, stupore. E' così che ci si sente? Io volevo sapere. Volevo sapere.
Ta-tunf... Ta-tunf... Ta... Tunf...
Un altro sbuffo. Papà, perchè mi hai fatto questo?
Ta... Tunf... Ta... Tunf...
Ta. Tunf.
Ta.
...
Articolo tratto da "La Stampa":
[...] Il cadavere di una giovane donna è stato rinvenuto Domenica 24 Settembre alle ore 21.00. Sembra rispondere al nome di Crizia Rovedo, segretaria della "Triton Alliance", società della cui, a quanto pare improvvisamente, non ne rimane più traccia. La porta presentava segni di scasso , la stanza rivoltata da cima a fondo, le autorità non escluderebbero l'ipotesi del furto, e sembra che la vittima si sia difesa dando luogo ad una violenta colluttazione. Non ci sono testimoni, poichè l'albergo era semideserto. Particolare inquietante: i vetri della porta finestra erano infranti, come se qualcuno avesse tentato di fuggire gettandosi dal balcone. Sul pavimento e sulla ringhiera, sono state rinvenute tracce di sangue ma nessun altro elemento che possa portare ad ipotizzare una eventuale fuga, peraltro impossibile poichè la stanza si trova al quarto piano e non vi sono appigli. Unico indizio: una chiave, trovata vicino alla vittima, ma difficile risalire al proprietario dal momeno che la polizia scientifica non ha rilevato nessuna impronta. Per adesso, l'omicida è ancora ignoto... [...]
 
Lampeggianti, mormorii, sussurri provenienti da un nugolo di passanti che si stringe attorno all'ingresso dell'albergo.
Inizia a piovere mentre un uomo, avvolto in una giacca a vento, osserva la scena da lontano. La pioggia inzuppa il lenzuolo che copre la ragazza. La notte si tinge di rosso.
- Perdonami figlia mia, l'ho fatto per proteggerti. Perdonami.
Il cellulare dell'uomo trilla in sordina, dentro alla tasca della giacca. Si allontana.
Cerca il telefonino, non riesce a trovarlo, vuota la tasca, spasmodicamente.
Un accendino a benzina, uno scontrino, i resti di un pacchetto di sigarette. Un cd.
La scritta a pennarello è quasi sbiadita, ormai ne restano poche tracce:
- Pro...T...eo... Progetto Timeo. Ormai non ha più importanza. - pensa.
Poi afferra il cellulare e lo porta all'orecchio.
- Dimmi.
- Che fine hai fatto?
- Aspettami. Devo sistemare ancora qualcosina. La chiave? Ce l'hai ancora, vero? Perchè io credo di aver perso la mia. Usala. Prendi i soldi, e vai. Ti raggiungerò.
- Certo. Dove sei?
- Di fronte all'albrego. La stanno portando via.
...
Mai silenzio era stato così pesante.
...
- Lui dov'è?
- Non lo rivedrai più.
- Mi spiegherai un giorno?
- E' meglio che tu non sappia. Forse. Un giorno.
Qualche parola ancora. Poi l'uomo riaggancia. Si allontana nella notte umida, affollata di pensieri, sentimenti violenti.
L'aria è incredibilmente fresca, e sembra che per la prima volta riesca a farsi strada dentro ai suoi polmoni.
Una pistola con silenziatore giace in fondo ad un cassonetto. Nessuna impronta, come su quella chiave.
L'uomo pensa alla telefonata di poco prima, le ultime parole risuonano ancora nella sua testa come se qualcuno stesse urlandogli nelle orecchie:
- Papà?
- Dimmi.
- Mi spiace per Biancamaria. Dopotutto, era mia sorella.
- Già. Incredibile quanto vi somigliavate...
 
 
(Per riferimenti, oltre ad Oscarblog, andate su http://bansheeblog.splinder.com/)
Se poi, prova a parte, qualcuno vuole commentare e dirmi come secondo lui sono andate le cose... ;)
September 26

Ma dove l'hai visto stò film?

Si, lo so, sono parecchio assente ultimamente.
Sto curando le mie public relations, lavorando che nemmeno il Presidente del Consiglio cosicchè il mio conto in banca risulti sempre quale cifra a più zeri, e oltretutto fra agenti immobiliari, geometri e visitatori, casa mia è sempre un viavai di gente. Senza contare che la mia presenza è molto richiesta sia professionalmente che dai miei amici. Mia madre è serena e rilassata, si gode il riposo e si dedica alla cucina e alla lettura. Con il mio fidanzato, tutto benissimo, insomma che dire? Vi amo, vi amo tutti!
[...]
In realtà... Nonostante i casini del momento, ho perso il conto dei giorni che ho passato segregata fra queste quattro mura, ho lavorato per la Notte Bianca (il 9 Settembre) dopo mesi di inattività, mi hanno fatto impazzire, hanno esposto solo uno dei miei quattro lavori perchè "non hanno fatto in tempo a montare tutto quanto" e ancora non ho visto l'ombra un centesimo (fra l'altro stavolta ho cannato alla grande il preventivo, e mi sta bene, così la prossima volta col caxxx che mi faccio il mazzo a tarallo per così poco! I lavori potete vederli sotto... Sono disegni su tela, tranne il pannello con la pergamena). Per non parlare del saldo del lavoro dell'ospedale. La mia Postepay si incenerirà per autocombustione, conscia della sua inutile esistenza. Approfittando del futuro trasloco, almeno sto vendendomi tutto quello che mi risulterebbe faticoso e inutile portarmi sù: dal pc desktop allo scooter, che sta facendo le ragnatele. Ma vedi tu. Casa non l'abbiamo ancora venduta ma vabbè, sono solo poche settimane che abbiamo cominciato a passare voce, fatto sta che dopo un primo abbondante afflusso di ipotetici acquirenti, niente più. Domani uscirà l'inserzione della vendita sul giornale locale di annunci. Federico mi ha chiamata perchè mi vorrebbe come "ospite" nella SUA SCUOLA DI FUMETTO (...) e Lunedì dovrò recarmi, se non ho capito male, in quel di Condera alla scuola media che li ospita per il momento, per un incontro con gli allievi. I miei amici sono scomparsi, a quanto pare sono irrintracciabili anche telefonicamente, e di questo li ringrazio, considerato che sto per vendere casa e andarmene definitivamente, e probabilmente non tornerò più nemmeno per le vacanze, tanto, a questo punto... Piuttosto me ne vado una settimana in Egitto con Gio. Con quello che paghiamo al camping ogni anno. Li mortacci.
Quando mamma apre il libro banca, l'urlo di terrore echegghia per la vallata fino allo stretto di Messina, tanto che nelle giornate in cui abbiamo il vento a favore, viene udito anche sulle vicine coste della Sicilia.
Mamma, che si sta facendo un culo a capanna al lavoro, torna a casa e c'è sempre qualche casino per cui non riesce mai a fare quello che vorrebbe. Pensa quando ogni sera dobbiamo inventare qualcosa per la ipotetica cena dietetica (visto che a pranzo sono da sola e me la sbrigo da me).
Gio... ecco, meno male che c'è lui alrimenti sai che bella vita, ultimamente. E anche con lui è un periodo parecchio trambustato, non per noi due, le cose vanno benissimo e ci amiamo più di prima, ma per tutto quello che gira attorno a me e attorno a lui, che condiziona inevitabilmente le nostre giornate, incide sul tempo che passiamo assieme e sul nervosismo e le discussioni che nascono.
 
Per il resto mi sono regalata un pomeriggio di shopping per il mio imminente ventisettesimo (sigh!) compleanno, e mamma mi ha regalato le Etnies (clicca per vederle) che desideravo da tempo. Tutte nere, con i lacci fuxia però, di quelli larghi (sei euro solo i lacci, di cui però mi hanno gentilmente omaggiato, i carini, e grazie, dopo che ti ho sganciato novanta euri sull'unghia, per un paio di scarpe, manco fossero di pelle di culo di Panda...)
 
Adesso desidero soltanto una cosa: vendere.
Andarmene, partire, darci un taglio, staccare, cambiare. Sono stanca di vivere in questa città.
Dove la gente ti fa lavorare dieci ore al giorno, promette, parla, parla solo per dar aria a quella lingua biforcuta e viscida che si ritrova, e alla fine del mese, ti dà trecento dico trecento euro, e venti ore dico venti di straordinario te le paga una manciata di monetine in più (e non parlo di monete da due euro ma di centesimi), sui soldi in nero che ti da.
Gente che cerca di farti credere di essere un individuo unico in una città popolata da incapaci e che grazie alle tue capacità potrai (potrete) fare grandi cose, gente che ti sfrutta fino all'osso, e tu con le tue "straordinarie capacità" fai guadagnare loro migliaia e migliaia di euro senza vedere un centesimo, e quando protesti, da mosca bianca che eri, diventi una pecora nera, una che pretende troppo, una che "Io ti ho dato tutto [300 € al mese che non mi bastano neanche come rimborso spese], ti ho dato la fiducia [telefonare ad ogni ora compreso prima e dopo l'orario lavorativo per vedere se ci sono, e al ritorno controllare se tutto quanto è come lo hai lasciato o manca qualcosa, può considerarsi fiducia?], ti ho dato la po-po-la-ri-tà ["si dai, ormai li conoscono tutti, guarda, quelli sono i disegni con cui ci ho guadagnato totmila euro, pensa che a quella che me li ha fatti li ho pagati una stronzata!"], e poi vuoi mettere l'orgoglio di lavorare con me che sono conosciutissimo, eh, ["Senti ma... tu lavori con Tizio... Ma come fai a sopportarlo? E' un perfetto idiota..."] e poi ti ho regalato questo e quello ["senti scusa, quella cosa che ti avevo dato, ricordi? Non è che me la portesti restituire? E che ci sei, portami anche questo e quest'altro che se non sbaglio ce li hai tu... Regalo? Eh... Si, no... Uh, squilla il telefono."], ma soprattutto con me hai fatto tanta esperienza ["eh, senti Naera... ma come l'hai fatta questa cosa qui? Ah, con photoshop? Ah... Eh, perchè io non so come si fa... Si però so usare la taglierina, guarda: ZAC!"] !"   
Sono stanca di farmi il fegato marcio per la gente che dice di essere sincera e pretende trasparenza, ma è ipocrita fino all'ultima cellula del proprio corpo, ti chiede la verità e poi si incazza se gliela dici. Ebbè, grazie, direte. Ma succede anche al nord. Si ma qui i rapporti sono così stretti, la gente si insinua nella tua vita senza che tu lo voglia, sa tutto di te senza che tu nemmeno sappia chi sono, raccolgono notizie su di te da fonti poco attendibili e per questo ti giudicano.
TI GIUDICANO. Ma chi sono LORO per permettersi di dire a me CHI SONO IO?
Non sto facendo di tutta l'erba un fascio, c'è gente meravigliosa qui, gente il cui affetto, la cordialità, l'amicizia che sanno regalarti non sono eguagliabili a quelli di nessun altro. Gente che così non ne incontrerò più, lontano da qui. Gente che mi ha fatto capire che non sono tutti egoisti. Gente che non pretende nulla, e che sa sorridere e lasciarti addosso quella voglia di vivere che non sai perchè, non sai come, ma sai che dentro ti è rimasto qualcosa.
Questi ultimi, li ringrazio.
Gli altri, beh. Si dice che bisogna perdonare, ed io lo faccio.
Ma i segni rimangono, soprattutto su un cuoricino debole come il mio.
September 20

Nella vita ci sono due categorie...

Come dice sempre qualcuno...
Il genere umano si divide in due categorie:
I mittìnculi e i pigghiànculi.
E io sono una pigghiàncula.
 
September 12

Una giornata infernale...

 
Naera si svegliò, accaldata, e guardandosi attorno capì che c'era qualcosa che non andava.
- Ecco, lo sapevo che non dovevo bere così tanto ieri sera. Dove sono? Che buffonata è?
Il demone accanto a lei, che aveva due cornini sulla fronte, zampe da capra e una grossa pancia sporgente, la punzecchiò col forcone.
- Ahi! Ma sei scemo???
- Per farti capire che non stai sognando, mia cara. Sei all'inferno. Si, si, hai capito bene, ciccia. Quello lì. Quello di Dante, quello di cui ti hanno parlato al catechismo, quello dei dannati e bla bla bla.
- Io sono... Sono morta?
- A meno che tu non abbia spedito un coupon per vincere un viaggio agli inferi o mangiato troppa peperonata. Certo che sei morta.
- No, no... Questa è... una messa in scena. Uno scherzo, ecco... Io sono solo ubriaca e tu... tu...
- Eh, ed io sono Rita Pavone. Ciccia, la prossima volta che attraversi la strada, guarda bene se ci sono macchine in arrivo. Ops! Troppo tardi... Eh eh eh!
- Allora è vero!!! Oh Dio...
- No, lui è sù: ultimo piano, superattico con vista sul Mondo. Mica pizza & fichi. Comunque adesso seguimi, Lucifero vuole parlare con te.
- "Quel" Lucifero?
- Perchè? Quanti ne conosci? Sù ciccia, zampetta veloce che non abbiamo mica tutta l'eternità!
Qualche centinaio di metri più in là, su un trono di pietra, stava seduto un demone ben più grosso, con una robusta coda da razza, con lunghe corna ricurve da ariete, barbetta da capra e zampe da stambecco. E sfogliava playboy.
- Insomma, un patchwork di animali o un animale con dei problemi... - Pensò Naera.
- Fai poco la spiritosa! - tuonò Lucifero a Naera. - Che tanto non mi freghi!
- Ma... leggi nel pensiero?
- Certo, mica può solo LUI! Sono stato un suo allievo...Ho imparato un sacco di cose, anche a giocare a briscola. Mica scherzi. Ma veniamo a noi.
- Aspetta, aspetta! Perchè sono qui? Io ho sempre pregato... Ho aiutato un sacco di gente... Io...
- Vai a messa? Ti confessi? Fai la comunione?
- Ma io... Tutto il resto... Non è giusto!
- Se hai lamentele valle a fare ai piani alti, non mi riguarda. Nonostante non fosse la tua ora, sei qui. Mi piacerebbe farti restare, non è poi così male quaggiù. Ma purtroppo al momento tutti i posti sono occupati. Rimane solo il lago di pece bollente... O rimandarti sulla Terra. Ma a un patto: devi firmare qui... Nel caso ti redimessi quando torni giù. Così non c'è pericolo, la tua anima rimarrà mia. Per sempre! Muhahahahahahaha!!!
- Davvero ho questa possibilità? Oh, grazie! Devo firmare col sangue, vero?
- Se proprio ci tieni. Altrimenti puoi usare la mia biro.
In men che non si dica Naera si ritrovò sul sedile della sua auto, quella stessa sera.
Euforica per quella seconda occasione, avviò la vettura e si diresse correndo verso casa, pigiando forte sull'acceleratore.
- Se gli altri sapessero cosa mi è successo! E' assurdo! Ah, ah, ah! Posso ancora vivere la mia vita! Potrò raccontare la mia storia ai giornali, scrivere un libro su Lucifero, e magari fare anche un film, e poi il merchandising, e fare un sacco di soldi e... e... Non frena, non frena! Non freeeeeeenaaaaaaaaaaaa!!!
CRASH!
Lucifero e il suo assistente se ne stavano beati a leggere il quotidiano, quando entrò Naera, a testa bassa.
Lucifero le gettò un occhiata distratta, poi tornò a leggere il giornale.
- Certo, Satana, che sei proprio un bastardo! - disse sogghignando il demone pancione.
- Così impara a sfruttare indebitamente la mia immagine. E poi mica le avevo detto che era immortale! Stà stronza...
September 11

Sono andata da Dr.Psyco e...


Il Dr.Psycho dice che sono una alternativa di staminchia

Ah Si? Benissimo!!!
E scusate la franchezza... D'altronde sono parole sue. Mi ha detto anche di andare affanxxxx,
e me lo ha detto col linguaggio dei segni.   O_o
Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.
 
September 08

C'est la vie...

Mamma ha deciso di vendere casa e venire definitivamente con me, sù a Milano...
Si. Finalmente questa decisione è arrivata, improvvisa, dopo che lo zio Mario si era offerto di aiutarla nel caso avesse fatto questa scelta. Aggiungendo che avrebbero potuto cercare entrambi casa nuova, magari una villetta bifamiliare.
- Pensaci tutto Agosto e poi mi fai sapere cosa hai deciso. - Le ha detto.
E lei lo ha fatto. Ed ha la mia piena approvazione.
Occhèi, sono proprietaria al 25% della casa, ma non avrei mai voluto che lei vendesse e restasse col rimorso.
E nemmeno che restasse qui sola, ancora peggio.
Adesso è tutto più semplice (se lasciamo da parte la burocrazia, i notai, le agenzie immobiliari...).
Adesso posso guardare avanti davvero con un gran sorriso, e tirando un sospiro di sollievo.
Adesso non c'è proprio più nulla che non vada. Posso dirmi completamente FELICE.
Oh, beh... lo sarò del tutto quando troveremo un acquirente, e poi non credo sarà così drammatico trovare casa a Milano.
Certo, un bello sbattimento... Però il gioco vale la candela. La gente vorrebbe che la svendessimo, questa casa.
Ma porca pupazza, 2 piani da 80 mq ciascuno più garage e cantina per altri 40 mq, con giardino più il cortile col gazebo e il tavolo stile fratino. Il forno a legna, la casetta in giardino, con la cucina. Il posto per due macchine se non vuoi metterle in garage. Il camino, le piastrelle in cotto, due bagni, dei balconi meravigliosi e la vista sul mare e sulla Sicilia.
Dalle mie finestre vedo fumare l'Etna. E dei tramonti meravigliosi. Mica pizza & fichi, uè!
Lasciare questa casà sarà assurdo, terribile e allo stesso tempo meraviglioso.
Non tanto per lo spostarsi... Ho cambiato casa più volte. La prima, quando con i mei sono venuta ad abitare qui. Poi da Reggio a Milano, da sola, dalla Barona a Bussero, da Bussero a Casorate Primo e da Casorate Primo sono tornata a Reggio. Ed ogni volta la roba da portare da una casa all'altra aumentava. Le prime volte valigie, poi valigie, sacchi e scatoloni: me la sono cavata con una 128 familiare (l'antenata della station wagon!), e alla fine, a Casorate, ho dovuto noleggiare un furgone e portare sù anche il frigo. Infine, parentesi infelice della mia vita, solo una marea di pacchi da rispedire a Reggio.
E a breve, adesso, mi aspetta un altro trasloco. 
E allora via, c'è da vendere! Cercare casa! E poi dovremo impacchettare! Partire! Scattare!!!
Oui, agli ordini mon capitaine!
Eccomi pronta ad andarmene ancora. O quasi.   X-(
Ah, c'est la vie!!!
 
E adesso, per rallegrarci un pò, un bel giochino, un altro questionario di quelli del tipo: "Quanti peli hai sotto le ascelle?" "Quando hai avuto la diarrea l'ultima volta?" "Luigi XVI?"... 1- Mi sono appena rasata. 2- Il 16 agosto, con le coliche. 3- Che min#%$@ di domanda è???
 
Prendi il libro più vicino a te e apri alla pagina 18. Cosa c’è scritto alla 4a riga?
"Grinda grinda grinda grinda grinda grinda ca-klunk!" Non è un libro. E' un fumetto di Leo Ortolani.
Qual è l’ultima cosa che hai visto alla televisione?
"Il triangolo delle Bermuda"... sai che palle!
Tre aggettivi per descriverti?
Impaziente, timida, buffona (inteso come aggettivo, come pagliaccia, persona divertente...).
Tre aggettivi del tuo partner ideale?
Ehi, io ce l'ho già il partner ideale! Comunque... Intelligente, affettuoso, propositivo.
Oltre al rumore del tuo computer che altri rumori sentite?
I vicini che svociàzzano senza ritegno fra cui M. che canta a squarciagola dal terzo piano.
L’ultima volta che sei uscito che cosa hai fatto?
Sono andata a fare un sopralluogo per un lavoro a fumetti che devo consegnare domani, per la notte bianca.
Prima di cominciare questo questionario che cosa stavi facendo?
Stavo lavorando (vedi sopra)!
Cosa indossi in questo momento?
Bermudoni, maglietta e infradito. Niente punte. Non è bello sfregiare i personaggi che sto disegnando...
Hai sognato la notte scorsa?
Si, un vecchio amico che non sento nè vedo da tempo e una discussione con amici di famiglia.
Quando hai riso per l’ultima volta?
Ma riso tanto o normale? Ho riso tanto tanto, ma tanto quando ho saputo che dovevo consegnare il lavoro in 3 giorni. Ho riso un pò meno ieri sera quando mamma, sul divano a guardare la TV, ha assunto un'espressione buffissima perchè non riusciva a tenere gli occhi aperti.
Cosa c'è sulle pareti della stanza in cui ti trovi in questo momento?
I miei murales. Che fine faranno adesso che vendiamo casa?
 Hai visto qualcosa di strano oggi?
Si, Pulcinella col mandolino, Giangurgolo con la spada e il Professore coi palloncini, in giro per casa. Poi mi sono ricordata delle scenografie che sto facendo per la Notte bianca...
Cosa pensi di questo questionario?
Che se non la pianto qui in fretta e non torno a lavorare, col cacchio che finisco per domani.
Se diventassi multimiliardario stasera cosa faresti per prima cosa? 
Abbraccerei mamma, telefonerei a Gio, poi correrei a Milano per comprare a mamma e zio la casa che desiderano, e per me e il mio ometto, quella villetta che ci piace tanto...
Racconta qualche cosa di te che non sappiamo ancora:
Che mi sono fatta da sola i primi buchi alle orecchie? Che ho le emorroidi? Che ho ripreso troppo peso nelle vacanze?
Che sono tre giorni che non mi faccio i peli sulle gambe? Che sto odiando questo lavoro?
Cosa cambieresti?
Di me? Il fisico, nettamente. In generale? Null'altro. Ho tutto quello che mi serve per essere felice. Forse un lavoro fisso...
Ti piace ballare?
Si, ma sto invecchiando e non ce la faccio più ad andare in disco da mezzanotte e tirare le 5 del mattino...
George Bush?
Da spellare e coprire di sale fino...
Quale sarà il nome del tuo primo figlio nel caso fosse una femmina?
Aira (si, come la mia ex micia!), o Diana, oppure... Boh?
Quale sarà il nome del tuo primo figlio nel caso fosse maschio?
Morgan. Di fisso. Che non è il cognome.
Hai mai sognato di vivere all’estero?
L'idea non mi alletta più di tanto. Troppo sbattimento, e poi adoro Milano.
Un proverbio?
"E' facile fare il finocchio col culo degli altri".
Se ti chiedo una medicina cosa ti viene in mente?
Che mi curo con l'omeopatia.
Hai mai rubato?
Mai. Nemmeno una gomma da masticare.
Mai fatto una canna?
Si ma ho smesso.
Posizione preferita quando fai l’amore?
Ce ne fosse una sola... :D
Nel sesso tutto è permesso?
Se lui vuole farlo strano e si arrampica sull'armadio per lanciarmisi addosso, no.
Cosa manca alla tua vita?
Niente! Solo uno che mi sborsi trecentocinquantamila euro per questa casa!!!
Cosa c’è di troppo?
La cellulite. O me o lei, bastarda!
Essere o avere?
Non è uno dei libri di Erich Fromm che ho comprato? Ah, no, quello era "Avere o Essere?".
Destra o sinistra?
Direi proprio sinistra...
La raccomandazione dei tuoi genitori?
Papà mi diceva sempre: "Viri chiddu c'ha ffari o scattano i cauci 'ndò culu!" (Traduzione: "Attenta a quello che fai o scattano i calci in culo!")
Sei geloso?
Si ma cerco di trattenermi. E poi esplodo per cazzate.
Ultimo film visto?
"L'Ultimo Samurai" per la quarta o la quinta volta.
Le tre cose che guardi in una donna?
Nel mio caso in un uomo... Quindi come gesticola, come mi guarda e come porta i jeans (per non dire il sedere).
Per non essere povero quanto bisogna guadagnare?
Almeno 1300-1500 € se sei da solo, per condurre una vita decente.
Cosa vorresti che Dio ti dicesse quando varcherai la soglia del paradiso?
"Allora, qui nessuno ti costringe a lavorare, nessuno si lamenta se passi troppo tempo al PC, puoi mangiare come un maiale e non ingrasserai neanche di un grammo, non ci si annoia mai, non si è mai soli quando si cerca compagnia, e soprattutto... per spostarti non devi più viaggiare in aereo!"
Quali sono le  persone che dovrebbero fare questo questionario sul loro blog?
Quelle che hanno del tempo da perdere, mica come me che c'ho da lavorare!!!   XD
September 06

VACANZE ESTIVE pt.II - In casa di Gio a Milano

Devo dire che questa convivenza è stata meravigliosa!
Bag e Naera: promossi con altissimi voti. Benebenebene.
Certo, inizialmente la convivenza con i suoi non è stata semplice. Ma poi tutto si è aggiustato.
Soprattutto, ce ne sono successe di tutti i colori, ma in compenso ci siamo divertiti tantissimo.
 
Il mio amore ha imparato che:
- La notte sono una gran scassac@$#*o perchè lo sveglio non appena respira anche solo più rumorosamente
- Che appena mi sveglio non deve rivolgermi parola perchè sono una belva feroce
- Che d'estate, causa caldo, sono attiva come un bradipo narcotizzato
- Che sono così timida che quando da piccola facevo la poppata, poi chiedevo scusa per la spudoratezza
- Che riesco a fare dei gran casini per niente
- Che il mio orgoglio a volte, quando si cerca di far pace, è una gran spina nel sedere. Altro che nel fianco.
Io ho imparato che:
- La notte il mio uomo non si gira nel letto, rimbalza fino a cadere nella posizione desiderata
- Gio non russa, smette di respirare e poi manda fuori l'aria con una varietà di suoni assurdi
- Appena sveglio si trasforma in un koala e si appiccica a me anche se ci sono 40° all'ombra (vedi sopra punto 2 e 3)
- Che almeno lui insiste per fare la pace anche quando io sono una iena, ma quando si incazza sono guai
- Che il suo modo di cibarsi non può coesistere col mio
- Che la sua miciona Bagheera ha smesso di odiarmi
 
 
 
Insomma, è stata una bella vacanza, sia a Milano che qui a Reggio, fra il Camping Boschetto e la città.
Non senza imprevisti... Per entrambi.
Prima, matrimonio di Eugenio, mio cugino:
Gio ha cambiato identità per un giorno, visto che il mio cuginone non si ricordava il nome ed ha scritto ovunque "Serena ed Alessandro". Evvabbè. Per il resto tutto carino, un pò noioso, ma carino. Non ho gradito il menu ma pazienza.
A Gardaland, abbiamo preso un colpo di calore. Gio se l'è cavata con un gran mal di testa. Io oltre ad aver rovinato la giornata a lui, ho rischiato il pronto soccorso. Sarei stramazzata al suolo e la gente avrebbe pensato che facevo parte della scenografia di Gardaland.
Per il resto a Milano ci siamo divertiti. Fra un esame in università ed un ecocardiogramma transesofageo del mio amore, e un colpo di sole e un calo di pressione mio, siamo andati all'Ikea, abbiamo giocolato al giovedì sera a Busto Arsizio con Wolfie, Petunia, Acciaio e Daddy che si è visto pochissimo, ho cominciato a fare qualcosina di Contact distruggendo un'acrilica di Gio, abbiamo accudito sua madre che ha preso una storta ed è rimasta per un pò sulle stampelle...
Poi siamo tornati. Altro viaggio in aereo, paurapaurapaura.
E qui, un'impresa prendere il volo.
Mentre i genitori di Gio ci accompagnano, rimaniamo bloccati in autostrada, ed arriviamo in aeroporto un quatro d'ora prima che partisse l'aereo.
Orio Al Serio invaso dalla gente. Causa terminali bloccati, un'ora di fila, lasciamo le valige alla signorina del ceck in sperando di ritrovarle. Il gate intasato perchè ci sono 3 imbarchi alla stessa uscita. Il tabellone ci dice che quello è il gate sbagliato, ma noi restiamo visto che ci hanno mandati lì. Il pullman che ci porterà all'aereo della Myair è stracolmo. Parte dopo un tempo interminabile e sull'aereo non abbiamo i posti assegnati. Diluvia, il cielo è nero e ci sono lampi e tuoni. Il comandante deve compilare a mano tutti i documenti. Ci sediamo dove capita, accanto ad un ometto scalpitante e impaziente, un pò tarantolato, che inveisce contro tutto e tutti per il ritardo (un'ora circa). Anche lui con l'accento delicato dei montanari calabresi, e ci dice che la pista dell'aeroporto di Reggio è la seconda più pericolosa in Europa, perchè troppo corta. Bene!!! Giusto per tranquillizzarmi. Infatti, all'arrivo, la virata strettissima che il comandante fa sullo Stretto di Messina mi fa venire quasi un altro attacco di panico. Che dopo la paura che ho preso in volo mentre attraversavamo le nuvolacce nere del temporale, non è stato niente in confronto. E Gio che ad ogni vuoto d'aria tirava sù le braccia e tutto contento faceva: "Woooooha! Che bellooooo!" mentre io meditavo di impiccarmi con la cintura di sicurezza.Ebbè.
Siamo arrivati e subito ci siamo trasferiti al Boschetto, a combattere coi ragni. E qui, le sfighe:
intanto, tutti i ragni del boschetto hanno deciso di farmi visita e, la prima sera, di infilarsi addirittura fra le lenzuola amorevolmente piegate sul nostro letto in roulotte, e fra i vestiti dentro l'armadietto in veranda.
Giocolando, Gio si è preso una clava nell'occhio, di pomello, una meraviglia. E via col ghiaccio.
Poco dopo, epidemia di influenza intestinale:
Gio ha vomitato, il giorno di Ferragosto. Ma siccome faceva mooooolto caldo, ha vomitato tanto che si è disidratato e ne hanno risentito i reni. Risultato: ha passato il ferragosto in ospedale con le flebo.
Il giorno dopo, alle 4 del mattino, io mi sono svegliata e sono corsa fuori dalla roulotte verso i bagni per un attacco di diarrea. O squaràus, come dicono a Milano. Ecco, non so quante volte sono andata al bagno e quante ore di coliche ho avuto. So solo che ho passato il giorno del mio onomastico a bere succo di limone e mangiare riso bollito.
Che meraviglia.
Quando siamo tornati a Reggio, abbiamo bazzicato parecchio in via Marina, abbiamo visto qualche concerto, bevuto qualche birra ai lidi, mangiato il gelato da Sottozero, visto Gianna Nannini Live con mia madre, siamo usciti con Simo ed Anto, abbiamo fatto un falò assieme ad Antonino, Angela, Ivania, Dario, Maria R., Simo, Anto e tutta la cricca di Samanta e Company. Siamo andati all'Irish Pub di Bova e riso per un cocktail che non passava dalla cannuccia, siamo stati al Red Moon a Bova parecchie volte, abbiamo parlato e riso, io mi sono bloccata col ginocchio per qualche giorno, poi siamo andati finalmente alla Sosta a Villa San Giovanni e iniziato a ridere prima ancora di bere, con la "coppa Sosta": crema al mascarpone, amaretti e liquore al caffè. Più alcoolico di quello che stavamo bevendo: un Godmother lui ed uno Screwdriver io. Terribili! Quante risate, anche in mezzo alle sfighe.
In definitiva:
Sono state 7 settimane meravigliose, ci sono altre novità che dopo vi dirò e di cui adesso non posso parlare.
Sono felice.
Io e Giordan abbiamo superato questa, diciamo, seconda prova. Con successo.
Ci siamo divertiti, fatto un sacco di cose ma non quante avremmo voluto.
Abbiamo bevuto, suonato, giocolato, mangiato, nuotato,passeggiato, ascoltato musica, cantato, pianto, sorriso, ballato, litigato, parlato, sognato, fantasticato, giocato a carte...
 
Certo è, però, che abbiamo fatto si e no 3 bagni in un mese e siamo rimasti bianchi come due mozzarelle, io di bufala perchè sono più grassa.

VACANZE ESTIVE pt.I - Il primo viaggio in aereo

 
Et voilà. Eccomi, sono tornata.
Il viaggio verso Milano è stato allucinante. Nonchè traumatico. Il mio primo viaggio in aereo...
Comincio a storcere il muso non appena metto piede sulla scaletta in metallo, traballante, del veivolo (che è Alitalia, per capirci... è già tanto che non ci hanno fatto salire con le funi).
-Evvabbè... - penso. Quasi mi tremano le gambe. Mando giù il groppo che ho in gola, e prendo posto.
I pannelli sopra la mia testa sono leggermente fuori posto e si vedono i fili elettrici. Esce fumo bianco dalle griglie dell'aereazione. Forse nuvolette di condensa? Ma sì, è il primo volo...
E poi mi si presenta lui, un uomo, un mito. Lo chiamerò Astolfo.
Astolfo occupa il mio posto. Gli chiedo gentilmente di spostarsi, e lui prende posto nella mia stessa fila, ma il posto fra me e lui rimane vuoto. Dietro di lui, uno stuolo di parenti sorridenti con tutto l'armamentario per suonare canzoni tipiche calabresi al matrimonio di un parente a Milano (vedi fisarmonica, tamburello ecc. ecc).
Astolfo si contorce sul sedile, si vede che soffre. I parenti lo rassicurano. Io mi volto amorevolmente da lui, e gli dico:
- E' la prima volta che viaggia in aereo?
- Noh, è la sechondha, ma è sthatho per chause di forzha maggiohre... Io ho pauhra dell'aehreho! -  mi risponde con delicato accento tipico dei paesini dell'entroterra calabrese e aggiungendo che si vede che io ci sono abituata, tanto che sono calmissima.
Si stupisce parecchio quando gli dico che è la prima volta e che me la sto facendo sotto.
Poi, la perla. Lo vedo incerto, mi osserva, indeciso se chiedermelo o no.
-ANCHE LEI SCENDE A MILANO???
 
 -Eh, non so, se mi date un paracadute scendo anche prima... - rispondo indecisa fra il sorridere e lo strozzarlo col tubo di gomma della mascherina per l'ossigeno.
[Già immagino la scena:"Scusi, io scendo qui... può suonare lei che non arrivo al pulsante? Grazie..."]
Mentre l'aereo comincia a rullare sulla pista, io chiudo gli occhi, poi li riapro e inizia il mio attacco di panico: silenzioso ma letale. Tachicardia, sudori freddi, capogiri, agitazione e quant'altro.
Astolfo si contorce, suda, iperventila, si dispera, apre e chiude convulsamente il cellulare a conchiglia (spento), si rigira fra le mani gli opuscoli informativi, li osserva con lo sguardo allucinato, poi li mette via. Si rassicura col sacchetto del vomito. Poi l'aereo si stacca da terra, panico panico e siamo in volo.
Io sono terribilmente agitata, ma mai quanto lui. Per tutto il decollo i parenti hanno ben pensato di rassicurarlo:
- Astolfo, stai tranquillo!
- Astolfo, dai che è un attimo!
- Dai Astolfo, pensa che ormai è andata!
- Eh si, se precipitiamo adesso non c'è più niente da fa... - gomitata della moglie. Il solito buontempone.
- Dai Astolfo, leggi, distraiti! Toh il giornale."
Astolfo cerca di tranquillizzarsi, prende il giornale, lo apre.
- Ma daaaaaiiiiiii!!! Ma allhora me lo fathe apphosthaaaaaaa!!!
Prima pagina: DISASTRO AEREO non so dove.
Lancia il giornale alla fila dietro ed entra in meditazione yoga.
Si sveglia quando passano le hostess e chiede un succo d'arancia, lo beve, poi scappa in bagno. Vomita.
- Ho rivistho tuttho quello che ho manguatho ieri sehra! - dice al ritorno.
Dopodichè viene cazziato dall'hostess perchè tenta di accendere il cellulare, e poi comincia a passeggiare sù e giù per l'aereo per darsi l'illusione di avere i piedi ben piantati su qualcosa di solido. Sempre incoraggiato dai parenti che hanno ormai smolecolato i maroni a mezzo aereo.
Finalmente atterriamo. Altro attacco di panico [per non parlare delle turbolenze e dei vuoti d'aria in quota!] e finalmente siamo sulla pista di Linate. Astolfo si asciuga il sudore ed esclama:
- Adhesso posshiamo anche picchiare conthro un phalo, conthro un althro aereho, non mhe ne fregha nienthe!
I passeggeri si voltano tutti a guardarlo con un sorriso ma con lo sguardo truce.
Astolfo si zittisce e abbassa la testa.
Qualcuno porta le mani all'altezza dell'inguine, mentre alcuni fanno gli scongiuri e cercano superfici ferrose da toccare.
Il resto procede tranquillamente, trovo il mio amorigno bellissimo ad aspettarmi a Linate, la valigia arriva subito e ci avviamo verso casa.
Se verso metà Luglio, viaggiando in treno avete incontrato un ometto alto, magro, con gli occhiali, sui 35 anni, la fisarmonica al seguito e un cellulare a conchiglia blu, beh... Sicuramente sarà stato Astolfo.
 
July 13

E infine...

BUONE VACANZE A TUTTI !!!
 
 

Fantasticando prima della partenza...

Domattina, il mio primo viaggio in aereo.
Ho pauraaaaaaaa!!!
Sigh! Sob! Sniff... Sniff...
Vabbè, se dovessi precipitare, tenete conto del post precedente e sappiate che vi ho voluto tanto bene, anche se non mi scrivete mai, bastardi!!!  ^_^
 
E intanto penso a quando andremo a Gardaland (QUI il link). Che meraviglia, adoro quel parco... E non vedo l'ora di tornarci. L'anno scorso non ci sono andata. Sigh.
Aaaaah, non vedo l'ora di vomitare sul Blutornado, svenire sullo Space Vertigo, farmi venire la broncopolmonite su Fuga da Atlantide e sputare a quelli di sotto quando sarò in alto sulla Flying Island (scherzo!).
 
 
 
Ricordo la prima volta che andai a Gardaland, assieme a Simo, Chiara e Peppe. Io, Simo e Peppe, calabresi. Chiara, siciliana. Un bel gruppetto, mi sono piegata in due dalle risate, quel 9 Luglio del 2000. Ci siamo anche inzuppati sul Colorado Boat, tanto che alla fine Simo ha messo sulla testa il reggiseno di Chiara per farlo asciugare (vedi foto sotto). Sembrava una dama dei tempi di Robin Hood. Si, Lady Marian col top di Nadine e gli occhiali di Versace. E il bandana. Ghghghghgh!  ^_^
E ci tornerò, con Giordan e sicuramente anche Simo e il suo Anto. Visto che loro due ormai vivono in provincia di Modena.
 
Comunque, sono tantissime le cose che vorremmo fare, io e il mio Pukkè.
Vi racconterò quando torno, intanto finisco di fare le valigie e prendo un pò di imodium che m'è venuto lo squaràus. Sarà la caga per la partenza???  :D
July 11

Quando morirò...

Uff... Che fiacca!
I pensieri, la pioggia, poi il caldo umido, quello che non ti lascia scampo... I preparativi per il viaggio a Milano, mamma nervosa, i vicini che mi hanno fatto l'orlo agli zebedei, Amos che ulula e l'impazienza nell'attendere la partenza...
Tutto questo mi sta uccidendo!
Se accadrà, voglio essere ricordata così:
 
July 10

Dialoghi pt. III

PRIMA DI TUTTO...
 GRAZIE AZZURRI !!!  
             Campioni del Mondo!                  
 
E adesso... i dialoghi...
 
{Ma la sigarettina fa il fumetto?}
- Hai visto la mia nuova vignetta?
- No... Ma con la vignetta ci fai il vinello?
 
{Nuovi autori}
- C'era una camicia meravigliosa, tutta di taftà...
- Kafka?
- Si, come no, sai quel tessuto color scarafaggio?
 
{Lati negativi dell'estate}
- La crema bicolore... Sai quella da spalmare sul pane? L'ho messa in frigo, è diventata un tocco di marmo! Adesso la tiro fuori così col caldo si spavona...
- Si "spavona"?
- O si sQUAGLIA, come vuoi...
[Naera si impicca col cavo del pc]
 
{Una birra e una sera d'estate}
- Conosci "Sonne" dei Rammstein?
- "Sonne"... No. Conosco "Runf"...
[Naera ordina un Long Island con schegge di vetro]
July 07

Folklore Calabrese - [Sottotitolo: meno male che sono casi isolati]

Prendi un tranquillo pomeriggio d'estate. Tu dondoli pacifico sull'amaca in cortile, il cane dorme sull'erba, il sole è caldo, l'arietta è fresca, gli uccelli scaghettano tranquilli sugli alberi.
La pace assoluta.
Poi prendi un nugolo di vicini rompicoglioni.
Un palazzo a tre piani tre, pieno zeppo di bimbi e adulti urlanti.
Che non si fermano mai. Non dormono mai. Non parlano mai, semmai urlano.
Insomma, un formicaio di scartavetramaroni full time.
E all'improvviso, l'inferno.
 
Comincia sempre con uno di loro che comincia ad urlare dal balcone a quelli sotto/sopra.
- Oooooooh papàààààà! ["Caro genitore! Potresti sporgerti oltre la porta finestra affinchè possa porti i miei amletici dubbi?"]
- Aaaaaaaaaaaaah! Chi bbòòòòòòòòòi? [trad:"Che cosa desideri, figliola adorata? Esplica i tuoi dubbi acciocchè possa esserti d'aiuto immantinente!]
- Aund' è a mamma!?? ["Caro babbo, sei a conoscenza dell'esatta ubicazione della tua sposa in siffatto momento?"]
- E chi 'ndì sacciu jeu??? ["Luce dei miei occhi, mi spiace deludere le tue aspettative, ma non ne sono a conoscenza."]
- E chiamami a Ggiuseppe! Ggiusèèèèèèèèèèè!!! ["In mancanza della mia splendida genitrice, mi vedo costretta a interpellare il mio caro fratello Giuseppe. Giuseppe, deh! Potresti cortesemente sporgerti oltre la ringhiera?"]
- Chi bbòòòòòòòòòi??? ["Eccomi, sorellina adorata! Esponimi i tuoi quesiti!"]
- Mannaia a miseria, Ggiuseppi, undi c@§#% sù i chiavi rà machina? ["Caro consanguineo, dove hai riposto le chiavi dell'automobile di famiglia?"]
- E chi 'ndì sacciu jeu? Porco #$@%*! ["Dolcissima fanciulla, mi spiace deludere le tue aspettative, ma non ne sono a conoscenza, in quanto non fui l'ultimo ad utilizzare il suddetto mezzo di locomozione!"]
- Ggggiusèèèèèèèèèèèèèè!!! Devo uscire mannaia alla %@§*$#!!! ["Fratellino, carne della mia carne, potresti cortesemente aiutarmi a cercarle? Poichè dovrei sortire portando meco l'automobile e qualche amico per una serata all'insegna del divertimento...]
- C@#%i tuoi!!! ["Mi spiace splendida figliuola, ma adesso sono occupato. Sarò lieto di aiutarti se vorrai attendermi qualche minuto."]
 
[Notare come le espressioni dialettali di cortesia: "Chi bbòi" e "Chi 'ndì sacciu jeu" siano molto popolari. Questo perchè noi calabresi siamo molto educati, e utilizziamo linguaggi forbiti e ricercati (vedi vignetta).]
 
Tutto questo a livelli audio che in confronto, essere sulla pista dell'aereoporto di Malpensa, con l'orecchio appiccicato al motore di un boeing 747 in fase di decollo, sembra di stare in chiesa.
E mentre, contemporaneamente, il fidanzato di una delle figlie ha deciso di provare in quanti secondi riesce a far esplodere i pistoni dell'auto sportiva, sgasando.
La mamma si è affacciata e continua ad inveire contro i due litiganti.
Il papà bestemmia.
L'altra sorella si è affacciata dal terzo piano per chiedere cosa è successo.
I bambini del fratello piangono, mentre la mamma li percuote con una corda di salame calabrese piccante (di quello buono) che ha trovato lì in balcone, e lancia loro con rabbia le bocce di melanzane sott'olio della nonna.
Il cugino canta a squarciagola mentre prova il motore dello scooter che ha amorevolmente truccato e abilmente smarmittato perchè fa più figo.
Il loro gatto è improvvisamente entrato in calore e miagola disperato, e senza pause per le seguenti 12 ore comprese quelle notturne.
La cognata è appena arrivata su una Panda scassatissima e suona insistentemente il clacson perchè qualcuno le apra il cancello (a mano), visto che scendere dalla macchina non se ne parla che non sa come si usa il freno a mano e si mettono le marce in folle.
Uno dei nipoti più grandi utilizza una chiave del 12 come bacchetta e la ringhiera del balcone a mò di xilofono. Sicuramente un giorno suonerà al conservatorio. Ma nessuno gli aprirà.
Intanto il fidanzato ha finito di smolecolare i maroni accelerando a tutto spiano e ha deciso di provare l'impianto stereo che è costato più dell'auto ma in compenso risparmia in benzina perchè non fa neanche partire il motore: va per inerzia con le vibrazioni dello stereo. E al posto dell'aria condizionata, si serve dello sfiato dei subwoofer.
 
Forse nessuno ha mai spiegato loro che esistono degli aggeggi chiamati "telefono", "campanello" e "citofono".
Ma soprattutto non sono al corrente dell'esistenza di due, piccole, semplici paroline del dizionario della lingua italiana:
EDUCAZIONE e CIVILTA'.
 
Che soluzioni mi proponete per risolvere il problema?
 
July 03

Demoni e mici di pezza

 
"E svegliarsi la mattina... tutùru turutùttu..."
Canticchio. Beh, che male c'è?
Amos sonnecchia sotto il portico, i suoi occhietti verdi mi fissano ogni tanto con aria interrogativa. Forse pensa che fine avrà fatto chi lo ha abbandonato.
Kleine, il mio gatto di pezza, pensa al vuoto, sulla solita poltrona futon.
Io penso a Bag.
 
Da qualche tempo, il Demone dello Studente lo assilla.
E lui non riesce a dormire.
Eh, anche il Demone non dormirebbe se Bag gli parlasse tutta notte.
Peccato che il Demone non dorme.
MAI.
E Bag è una personcina educata e non si permetterebbe, neanche con un bastardo come lui.
 
A volte capita che il Demone si impossessi della sua gatta, e che lecchi tutta la notte la fotografia che lui tiene vicino al cuscino. Chissà mai perchè, al Demone piacciono tanto le fotografie. E "piacciono" non in senso figurato.
[Anche io ho un Demone che mi fa scomparire le fotografie, più che altro i negativi.
Ma è andato in pensione vecchio, triste e sotto psicofarmaci, da quando hanno preso piede le fotocamere digitali, e il Demone dell'Hard Disk Anarchico ha preso il suo posto.]
 
Ma il Demone che perseguita Bag non è mica così, è davvero un bastardo.
Spesso possiede anche i suoi docenti, e si vede subito, perchè subito perdono l'umanità.  E Bag lo sa, che dietro quegli sguardi in cui balena una scintilla di disumana follia, c'è il Demone. E adesso Bag è un cavaliere alla ricerca del materiale per sconfiggerlo, e brandendo la sua tesi di ingegneria informatica, lo colpirà a morte e lui si dissolverà per sempre sotto i portici del Politecnico urlando: "Maledettooooo! Ci sei riuscitooooooooo!!!"
 
E Bag, cavalcando il suo monociclo, andrà a salvare la sua Dama Naera, che lo aspetta prigioniera in cima alla collina della Contrada Fantasma di Sala di Mosorrofa, vittima di un sortilegio che la rende lunatica e sociopatica.
Lui scioglierà l'incantesimo, la bacerà, prendendola poi sulle spalle mentre lei farà la cascata con le clave, e fuggiranno insieme nella loro reggia di Borgo Milano, con Kleine e Bagheera.
E chissà, forse nasceranno tanti micetti neri di pezza.
Oltre ad un grande, invincibile, meraviglioso amore.
Il nostro.
 
 

Il Demone dello Studente VS Bagheero

"E svegliarsi la mattina...

Con la voglia di parlare

Solo con te...

E non è niente di speciale, ma

questo mi fa stare bene."

 

In bocca al lupo, piccola stella.

Per il 3, il 5, il 7. Ce li giochiamo al lotto?  ^_^

Ma qui la fortuna non c'entra, o forse un pò si.

Maledetto Demone! Non la vincerai!!! Muhahahahahahaha!

Faccio finta di stringerti forte, sogno ad occhi aperti. Sogno il 14 e delle giornate che non passano mai. Sogno la tua micia gelosa. Sogno il mare e un abbraccio salato. Sogno la vodka al miele e Gardaland. Sogno di amarti.

Uuuuuh! Ma non sto dormendo...

July 01

Amos e un pomeriggio d'estate

Oggi è stata una giornata strana. Bella ma strana.
Forse il Signore, lassù, avrà esclamato: "Ohilà! E' ora che ti dai una mossa, bella mia! Sù, Get up, stand up, stand up for your right!* Not even the dogs, out of the malocch! Ovvero MANCU LI CANI, FORAMALOCCHIU!" [* testo di Santo Bob ^_^ ] E difatti...
 
DLIN DLON
 
E Naera, in mutande, schizza sull'attenti neanche le avessero sparato la 220 sotto al culo.
 
- Oddio, chi è? Aspetta! - dice alla madre, dibattendosi come un pesce all'amo e tentando di infilarsi un paio di vecchi pantaloncini. La mamma apre la porta.
- Buonaseeeeera, vi abbiamo portato un regalo... - esclamano Emanuele, il figlio dei vicini nonchè caro amico d'infanzia, e la fidanzata Monica (mi piace tanto quella ragazza! :D ). Vestiti da clown e col naso dipinto di rosso, di ritorno da una sfilata in cui hanno distribuito sorrisi e sculture di palloncini.
 
Ai loro piedi, un cagnone color caffelatte, forse un incrocio fra un labrador e un nonsochè [vedi foto sotto]. L'abbiamo chiamato AMOS.
 
- Oddio! - esclamiamo noi.
- Lo tenete con voiiiii? - dicono loro, con l'occhietto lucido e rapido sbattere di palpebre.
RISULTATO:
Noi ci abbiamo provato, a dire di no, ma non siamo risultati abbastanza convincenti, perchè se ci guardavano bene negli occhi, in fondo alla scatola cranica, potevano leggere [oltre che "AFFITTASI"] la scritta: "Si, si, si lo vogliamo!"
 Alla fine, con la loro promessa di cercare (forse) qualcuno che lo tenga con sè o in caso contrario, badare a lui (e questo sicuramente) quando saremo al Camping Boschetto ad Agosto, lo abbiamo preso in "affidamento". Poi si vedrà.
 
Intanto domani, bagnetto.  ^_^
 
Poi, io Emanuele e Monica, abbiamo fatto uno "scambio culturale":
io ho fatto workshop di pallette a loro, e loro workshop di palloncini a me.
Ecco cosa abbiamo creato... [vedi foto] Quello a sinistra è il mio.
E' stato davvero un bel pomeriggio...
 
Con un solo pensiero triste:
Stellina, lo so che non è un periodo facile per te. Maledetta università e maledetti casini. So che puoi essere forte e raggiungere più di quanto ti aspetti.
Oggi sono scappata ad accudire Amos. Tu hai studiato, e poi lavorato.
Mancano ancora 13 giorni e potremo riabbracciarci. Coraggio, sono gli ultimi sforzi.
Ed un pensiero felice:
Pensa che ti amo. E che quando verrai qui, probabilmente Amos massacrerà anche le tue mani e non solo le mie. Non ne sei entusiasta?  ^_^ Ma quanto ti adoro??!
 
Ricordati che dobbiamo assolutamente:
. Fare il pieno di vodka. Faccio 10 km con un litro .
. Ustionarci sulla splendida Condofuri Beach. O ad Allham 'Echt Emmurt .
. Vomitare su almeno metà delle giostre di Gardaland .
. Farci picchiare da tutti i single reggini battendo il record di bacio in pubblico .
. Procurarci ematomi multipli e microfratture mentre provi ad insegnarmi passing di clave .
 
E tante, tante, tante altre belle cose.  ^_^  Perchè 23... 23.... ventitrèèèèè! Yahooooooo!!!
 
June 29

Meteo bastardo!

Oggi sono venuti quelli delle onoranze funebri, con tanto di macchinone d'ordinanza, feretro e corteo di parenti piangenti al seguito:
- Siamo venuti per dare alle fiamme la salma...
Casa mia sembra un cacchio di forno crematorio !!!
 
Maledetto meteo! Anatema su tutti i colonnelli dell'aereonautica!
Ma non era da oggi che dovevamo "ricominciare a respirare"?
Io sto respirando, si... Come una triglia adagiata sulla sabbia del deserto del Gobi!
 
Sono sveglia dalle 6.10 di stamattina. Caldo, caldo, caaaaaldo!
Anche il mio micio di pezza suda.
Mio povero Kleine, se non ci fossero queste temperature equatoriali, ti abbraccerei. Tu che non puoi neanche andare al mare a fare un bagno. Ma posso sempre infilarti in lavatrice.
Non preoccuparti, A FREDDO.
 
Posso farci le uova al tegamino, sul muosepad del portatile. Mi sto ustionando i polsi.
E stanotte ero con la testa così appiccicata al ventilatore, che mi si sono attorcigliati i capelli a mò di tuppo di Moira Orfei! [dicasi tuppo=chignon, capelli raccolti sulla nuca]
E pensare che stasera, forse, si esce.
 
Spero di trovare scampo in città. Dentro una fontanella in Via Marina, tuffandomi a mare, o inerpicandomi su uno degli alberi più vecchi.
Già ce li vedo i pompieri, sotto, ad urlare:
- Signorina, venga giù di lì! Non faccia sciocchezze... Guardi cosa abbiamo qui!
dice il vigile del fuoco, sorridendo e sollevando sopra la testa, come un trofeo, un bellissimo ventilatore nuovo di zecca.
- Pensi, ha tre velocità ed una prolunga di tre metri!
Ed io sopra ad urlare:
- Nooooo! Voglio qui sotto un condizionatore nuovo, col pieno, pronto a partire! Subito, o strangolo questo passerotto!
- Ma signorina... ha anche il tastino per bloccarlo nella posizione desiderata...
 
Occhèi. Sto vaneggiando.
 
Dì, Naè, che ti sei fumata? Un barattolo di pesto alla genovese scaduto?
Forse sarà questo gran mal di testa che ho...
Fatto sta che continuo a starnutire e sudare, e sognare ad occhi aperti l'aereo che il 14 Luglio mi porterà a Milano. Non per niente, almeno lassù si sta freschi!!! [Gio, scherzo!]
 
Quasi quasi vado al supermercato e, zitta zitta, mi infilo nel banco frigo, quello dei formaggi, fra un tomino e una feta, fra un caprino e una fetta di gorgonzola, fra la tuma del trifulau e il gouda, fra il su casizzolu e il pireddas. E fingo di essere una caciotta, che tanto le forme ci sono. Anzi, se mi pongo da tergo, proprio non si vede la differenza.  ^_^
 
- Una bella doccia fredda è quello che ci vuole! - penso.
Ma poi scopro che il termostato della doccia si è rotto, e l'acqua è o completamente gelata o supera i 40 gradi. E adesso?
Beh, che domande! Facciamola gelata, no???
E così, con la mente torno alla mia ormai nota meta turistica:
ALLHAM 'ECHT EMMURT!
Li mortacci!!! L'acqua è così fredda che mi sono cadute le unghie, ho fatto la depilazione totale definitiva, scazzottato con un pinguino, e in più, ai capezzoli posso appenderci l'accappatoio, non appena esco dal box doccia.
E lì, mi investe una folata di aria calda che manco El Alamein.
Certo, qui non ci sono i cecchini, i campi minati e i nemici al di là delle trincee, ma in compenso ci sono le bestemmie di quelli di fronte, i piccioni con le deiezioni corrosive, che dal piccolo allevamento dei vicini, vengono a scagazzare allegramente sulla mia macchina, e dulcis in fundo, c'è quel cog****e con la macchina tamarra [e talmente truccata che spero che i pistoni gli esplodano tutti contemporaneamente, alla prossima sgasata, fra l'altro dai decibel oltre la soglia di guardia] e sgomma tutti i santissimi giorni di fronte casa mia, sparando sassaiole sulle mie finestre. E passi.
Ma Gigi D'Alessio a palla nello stereo NO!!!
June 26

"Se bella vuoi apparire..."

Odio lo step.
Maledetto, infernale, piccolo agglomerato di pistoni, bulloni e plastica!
"Se bella vuoi apparire, un pò devi soffrire!"
ALLHAM 'ECHT EMMURT! Meravigliosa località tutistica. Mai visitata?
Avete presente quando vi mandano a fare in...le vacanze? ^_^
 
Bene. Mi sono sfogata. Occhèi, occhèi, basta.
Sono sudata come un cavallo, incazzata come un caimano, spettinata come un macaco, i peli delle gambe che sembro un istrice, ci manca che mi metto a sputare come un cammello e siamo a posto.
Che bel quadretto. La donna ideale di qualsiasi uomo sulla terra.
Se mi vedesse il mio uomo adesso, vorrebbe sicuramente tr...giocare a briscola.
 
Chissà se il napalm può essere un valido sostituto della ceretta.
Naaaaa, meglio ceretta e cremine varie.
Ti si arrossa la faccia come il culo di un babbuino, ti vengono due labbroni che Alba Parietti in confronto sembra Papa Ratzinger, ti strappi l'impossibile, ma alla fine dovresti guardarti allo specchio e dire: "Ammazza che figa che sono adesso."
Invece ti osservi con sguardo clinico, tiri in dentro la pancia che subito dopo ricade flaccida con un FLOP, la prova della matita sotto la tetta non la fai nemmeno perchè sai che sotto ci starebbe il quinto volume dell'enciclopedia, quello con scritto "CULVER-EQUA", e quando pizzichi il sedere, altro che cellulite e buccia d'arancia... Sottopelle c'hai un tappeto di ghiaietta di quella grossa.
E ti dici: "Altro che ceretta e step, qua ci vorrebbero il machete e la pialla."
 
Mica come quella signora che ha telefonato quando lavoravo al call center ed ha detto che lei, con un noto detergente in crema per le cucine in acciaio inox si depilava le gambe. E voleva brevettarlo come antipulci.
"Essì, perchè io ci lavo anche il cane, sa? Ho scoperto che per le pulci è fantastico. Neanche una, il mio cagnone. Le prove? Beh, il cane non ve lo posso mostrare perchè è morto, però..."
Eh, chissà perchè e morto.